Roma, cinema aperto - Romafilmcorto
1590
page-template-default,page,page-id-1590,qode-quick-links-1.0,wc-shortcodes-font-awesome-enabled,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-11.0,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

Roma, cinema aperto

“ROMA, CINEMA APERTO”

Manifesto espressivo del Nuovo Cinema Italiano, innovazione delle dinamiche produttive e distributive.

Si tratta del primo forum/cantiere del Nuovo Cinema Italiano, con la finalità di dibattere – oltre il carattere di sporadicità –  di estetica filmica e nuove strategie produttive/distributive.

 Il Festival dedicherà un’intera giornata del programma al Forum, a cui verrà dato seguito almeno una volta al mese, per l’intero anno, e che potrà essere itinerante, parallelamente alla vocazione del Festival.

Presentazione del progetto

Esiste una produzione finalmente orientata verso il rinnovamento ed un progetto di qualità? La risposta è interlocutoria. Se è innegabile, infatti, la fioritura di una nuova generazione di produttori con una spiccata propensione al “rischio” o, quanto meno, ad identificare il cinema come “industria culturale”, siamo di fronte ad una fenomeno che fatica ad avere competitività di mercato  a causa di un inadeguato apporto da parte del Mibac ed una pressoché totale assenza di una politica distributiva; In mancanza di questa, è del tutto evidente che ogni tipo di sperimentazione linguistica e/o produttiva è destinata al fallimento. Uno stato delle cose che contrasta, e non poco, con il fermento creativo  che viene dal Nuovo Cinema Italiano. Ne è probante testimonianza l’universo del cortometraggio,  vera fucina di nuovi autori e registi, attori/attrici di talento; ma anche montatori, direttori della fotografica, compositori, scenografi che, a dispetto di budget produttivi contenuti, dimostrano professionalità già mature.

 “ROMA, CINEMA APERTO”  nasce  dal proposito di aprire una riflessione –  approfondita e il più possibile plurale – sul presente ed il futuro del nostro cinema”, in termini di nuove strategie produttive/distributive/fruitive/promozionali, che esplori le ragioni estetiche/espressive e l’urgenza della divulgazione/formazione.  Un “incubatore” di idee, proposte, che coinvolga le istituzioni pubbliche, le scuola, accademie ed università, ognuna della figure professionali, e (ri)metta la centro la figura dell’”Autore”.  “Il cinema non ha bisogno della grande idea, degli amori  infiammati, degli sdegni:  t’impone un solo obbligo: quello di fare”, ebbe modo di affermare Federico Fellini. Le parole di un Autore tra i più insofferenti verso qualsiasi  forma di  compromesso produttivo-creativo  –  e non sembri un contraddizione – sono emblematiche.

Dare vita ad un nuovo Manifesto paradigmatico del Nuovo Cinema in Italia significa, in particolare, recuperare uno spirito autenticamente unitario; una trasversalità di collaborazione, produttiva, strategica  – ci si augura – fertilmente dialettica.

Contenuti

 

ESTETICA FILMICA        

L’incontro/gli incontri, vogliono dare vita allo studio e la sperimentazione espressiva, anche in risposta a talune accuse di estraneità alla storia, alla contemporaneità alla vita e al suo divenire, mosse al Nuovo Cinema Italiano. Una Nuova Poetica, ancorata alla realtà (attraverso la sua trasfigurazione), all’insegna dell’iperrealismo e la visionarietà – che guardi alle nuove tecnologie e al web come una risorsa espressiva e non come travisamento della “visione filmica” –  con il coinvolgimento di sceneggiatori, attori/attici, accademici, docenti, storici e teorici del cinema,produttori; della critica: è in questa direzione che il ruolo di quest’ultima – non più relegata alla forzata   equidistanza,  rispetto  alla  nascita  e  vita di  un’opera  filmica  e,   in  quanto  tale,  sterilmente  accademica – può tornare a rivestire una funzione determinante, come lo è stata nei grandi movimenti-manifesti della storia cinematografica: dal nostro Neorealismo, fino alla  “Nouvelle Vaghe”, al Nuovo Cinema Tedesco, ecc. Un incontro/dibattito aperto alla trasversalità autoriale e alla dimensione collegiale dell’opera filmica, che promuova, oltre alle collaborazioni tra autori/registi, quelle tra produttori, distributori, esercenti.

Principali veicoli/strumenti di sperimentazione: il formato digitale e il cortometraggio/il documentario e il docufilm.

 

ALFABETIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO FILMICO, FORMAZIONE DELLO SPETTATORE

Ogni tipo di ricerca o sperimentazione non ha ragione di essere se non esiste un fruitore. Allo stesso   modo, non esiste un futuro per il cinema se assieme alla figura dell’Autore viene a mancare quella di dello Spettatore: adeguatamente formato e consapevole. In questa direzione, “Roma, cinema aperto”, intende dare vita ad un articolato progetto di “diffusione e educazione alle immagini”, a partire dalla scuola. Un percorso di alfabetizzazione che comprende: lo studio del cinema e la sua storia, la tecnica e la “sintassi filmica”, la lettura critica di un opera filmica, fino al coinvolgimento dell’aspirante regista/sceneggiatore, allo stesso modo, dello  spettatore – “illuminato” –  che verrà,  nella percorso estetico espressivo e la fase produttiva di un film.

 

 CINEMA INDIPENDENTE  E  NUOVE MODALITA’ PRODUTTIVE

La storia del cinema c’insegna che la libertà creativa difficilmente si concilia con le “logiche di mercato” ed il profitto. E,  tuttavia, se la vita e l’evoluzione dell’arte cinematografica è perpetua negli anni lo si deve al  contributo d’immaginazione e di espressione artistica di tutti quegli Autori che non hanno senza mai desistito di fronte alle difficoltà, cercando/inventando/sperimentato, ogni volta,  nuove soluzioni produttive.

Parlare d’innovazione imprenditoriale e nuove soluzioni finanziarie nel cinema in epoca di rivoluzione tecnologiche e web, di “viralità” multimediale, di proliferazione di canali tematici, sembrerebbe una tautologia, ma non lo è.

Il progetto “Roma, cinema aperto”, intende guardare al neomecenatismo culturale ed attivare innovate politiche di sponsorizzazione/produzione. Un “mecenatismo o neoimprenditoria  illuminata 2.0”,  che faccia leva sull’ampliamento dei sistemi di distribuzione. Quella “neoveicolizzazione” che comprende sia i  nuovi strumenti multimediali, che il rilancio della Sala tradizionale quanto i siti alternativi a questa: dai circoli di cinema,  alle associazioni e le biblioteche, fino alle stazioni, gli aereoporti, ecc. Tutto questo, attraverso il coinvolgimento strategico ed operativo di: autori, registi, attori/attrici, maestranze,  produttori, distributori, esercenti, critica e newmedia, circoli, associazioni, accademie, ambasciate, fondazioni, realtà autogestite, comitati di quartieri, associazione di cittadini, imprenditoria, (della moda, della pubblicitaria, ecc.,), new economia, ed il contributo del Movimento “Nuovo Cinema Roma”, Confassociazioni, Camera di Commercio,  CNA, Film Commission, Municipi, Enti Locali, Istituti di Credito.